STORIA 19

Tecno, incredibile storia di passione

Una delle più incredibili storie di tutta la F1 è di sicuro quella della Tecno che con la passione e la tenacia della nostra terra dei motori è riuscita a scalare tutti gli scalini del mondo automobilistico fino ad arrivare alla Formula 1. Tutto comincia quando, il 17 gennaio del 1962, Luciano e Gianfranco Pederzani, costruttori di kart, danno vita alla Tecnokart. E si capisce subito che in questa nuova marca c’è davvero qualcosa di speciale. E già perché il loro rivoluzionario modello “Piuma”, che a distanza di mezzo secolo costituisce ancora la linea base degli attuali kart, dal 1963 al 1966 conquista 3 titoli mondiali, 3 europei e 36 nazionali in 16 paesi diversi.

Dopo aver ottenuto i risultati più prestigiosi con i kart, si procede verso la Formula 3. Nascono, in rapida successione, nel 1965 la K250 (formula ibrida inventata dai Pederzani come traît d’union fra kart e vetture di formula), nel 1966 la Formula 850 e nel 1966-67 la Formula 3. Quest’ultima nasce circondata dallo scetticismo generale per l’originalità della struttura e dell’impostazione, che la fa distinguere nettamente dalle monoposto tradizionali di scuola inglese allora dominanti. Anche in questa categoria le idee innovative si dimostrano vincenti: ed ecco le affermazioni nel Campionato Europeo, nel 1967, 1968, 1969, e in 9 campionati nazionali, con circa 300 gare vinte; intanto le oltre 200 vetture costruite conquistano i mercati mondiali. Nel 1968, anno in cui la Tecnokart diventa Tecno, inizia la sperimentazione della Formula 2; la prima vittoria arriverà con François Cevert a Reims. Ma il vero fiore all’occhiello sarà la vettura approntata per il 1970, con soluzioni che verranno poi adottate anche da costruttori di F1, e che, senza lasciare nulla al caso, vincendo 8 delle 13 gare disputate, si aggiudicherà il Campionato Europeo, con Clay Regazzoni, e il Trophée de France de Concurrents.

In quelle competizioni erano in gara piloti di Formula 1, come Jochen Rindt, Jackie Stewart, Graham Hill, Jack Brabham, Jacky Icks, e case costruttrici come BMW, Ferrari, Matra, Lotus, Brabham. La portata dei risultati ottenuti e la spirale ascendente delle affermazioni portano la Tecno ad approdare alla Formula superiore, che naturalmente è il traguardo più ambito dai Pederzani. Nel 1972 arriva il debutto in Formula 1, coi piloti Nanni Galli e Derek Bell, sponsor Martini & Rossi; il miglior risultato sarà conseguito nel 1973, con il sesto posto di Chris Amon nel Gran Premio del Belgio. A causa di dissidi interni coi responsabili dello sponsor e di talune limitazioni ad agire e a decidere in maniera autonoma e duttile, i Pederzani finiranno con lo stancarsi di quel mondo che tanto li aveva attratti, ponendo così fine a quella corsa entusiasmante che in pochi anni li aveva portati dal Kart alla Formula 1.

Sono molti i piloti che hanno partecipato all’impresa dei Pederzani e che sono entrati nella storia dell’automobilismo: oltre a quelli già citati, Nanni Galli dal Kart alla F1, Ronnie Peterson dal K250 alla F2 (campione svedese, 1968 e 1969), Claudio Francisci dal K250 alla F2, Gianluigi Picchi dal Kart alla F3 (campione italiano F3, 1969), Giancarlo Naddeo dal K250 alla F3 (campione italiano F3, 1971), Franco Bernabei (campione italiano F3, 1968), Giovanni Salvati (campione italiano F3, 1970), Tino Brambilla, Arturo Merzario, Carlo Facetti, Carlo Giorgio, Mauro Nesti, François Cevert (campione francese, 1968), François Mazet (campione francese, 1969), Jean Pierre Jaussaud (campione francese, 1970), Jean Pierre Jabouille, Patrick Depailler.

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