STORIA 15

Dal designer più famoso del mondo anche un’auto: l’Avanti

Correva l’anno 1961 e con la Avanti, la Studebaker stupì il mondo: una macchina americana così piccola e sportiva non si era mai vista prima. La macchina era nata infatti per fare diretta concorrenza all’allora mito assoluto delle sportive Usa, la Ford Mustang. Così se le dimensioni e la tipologia dell’auto erano più o meno simili a quelle della rivale di Detroit, alla casa di South Bend nell’Indiana pensarono di affidare la realizzazione della linea a un artista famosissimo, una specie di guru del design industriale: quel Raymond Loewy diventato universalmente famoso per aver creato anche la bottiglia della Coca Cola e – soprattutto – per essere riuscito a fondere il gusto per l’arte tipico dei francesi e la voglia di cambiare tutto degli americani. Con Raymond Loewy insomma la Studebaker voleva andare sul sicuro perché, come per i tanti oggetti realizzati dallo stilista franco-americano, puntava a veder trasformato il disegno industriale in arte. E, in un certo senso, la cosa avvenne davvero perché poi la macchina, anche se fu una specie di fiasco e uscì di produzione già nel 1964, tornò a nascere sotto altri proprietari sopravvivendo quindi alla stessa Studebaker.

Loewy infatti – sfruttando il fatto che la carrozzeria della Avanti era in poliestere rinforzato con fibra di vetro –una carrozzeria tondeggiante e piena di curve impossibili da realizzare con i classici stampaggi in lamiera (per la tecnologia degli anni Sessanta). I fari anteriori erano addirittura incassati in un muso monolitico. Sotto questa “pelle” però la macchina deludeva un po’: per risparmiare la Studebaker aveva usato un vecchio telaio – quello della Lark Daytona che risaliva addirittura al 1953 – e il motore disponibile era uno solo, il già noto Studebaker small-block V8 di 4737 cc alimentata con un carburatore quadricorpo Stromberg. Così l’Avanti arrivava a 235 Cv, un po’ pochi per contrastare la temibile concorrenza di Corvette e Mustang. Così venne subito messa in cantiere una versione sovralimentata con compressore Mc Culloch elevanto i cavalli fino a quota 260: le prestazioni divennero fenomenali perché all’epoca poche macchine erano in grado di accelerare da 0 a 100 km\h in meno di 8 secondi e di raggiungere una velocità massima di oltre 240 km\h.

La situazione finanziaria della Studebaker precipitò e dopo appena 4.643 unità la Avanti fu mandata in pensione. A questo punto due grandi concessionari di South Bend, Nate Altman e Leo Newman, acquistarono dalla Studebaker il marchio Avanti e tutto ciò che serviva per continuare la produzione della supercar, dalle presse ai pezzi di ricambi. Molti operai della ex marca Usa, compreso il famoso ingegnere Eugene Harding, passarono a lavorare per Nate Altman e Leo Newman. La produzione però avveniva completamente a mano e i prezzi della Avanti si allinearono a quelli delle supercar più esclusive al mondo – dalla Ferrari all’Aston Martin – rendendo così poco competitiva la piccola Avanti che così riuscì ad essere prodotta in soli 909 pezzi dal 1966 al 1975. Per questa seconda vita la ex Studebaker diventata marchio a sé sfoggiava poi un più moderno 8 cilindri a V di 5400 cc, quello della Chevrolet Corvette, ma non bastò per evitare l’ennesima bancarotta.

Il mito della macchina disegnata da Raymond Loewy però era più forte di qualsiasi crisi e all’inizio degli anni Ottanta la società Avanti venne rilevata da Stephen Blake che la rilanciò con un telaio a sospensioni indipendenti e un po’ di elettronica moderna, anche se il design originale ovviamente non venne assolutamente modificato (va detto però che Blake, con orrore dei puristi, realizzò anche una discutibile versione della Avanti cabriolet). In ogni caso anche Blake gettò la spugna e nel 1986 vendette la sua società a Michael Kelly che riuscì a produrre in piccola seria la macchina fino agli inizi degli anni Novanta, per poi vendere scocche complete a piccoli assemblatori e costruttori di auto in Kit che riuscirono così a far arrivare fino ai giorni nostri il mito della Avanti.

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