STORIA 14

Bizzarrini e Ferrari, miti a confronto

Fra le storie più appassionanti del mondo dei motori ci sono sicuramente quelle dei litigi di Giotto Bizzarrini con Enzo Ferrari che ormai sono entrate nella leggenda. E non è un caso che nel 1961 Bizzarrini fu uno dei “famosi cinque” che lasciarono polemicamente la casa di Maranello. Il fattaccio passò alla storia come la “notte dei lunghi coltelli” e ancora oggi non si sa bene da cosa fu causato. Si sa che Ferrari voleva rinnovare lo staff degli ingegneri e si sa anche che i suoi tecnici soffrivano la scarsa autonomia di gestione dei progetti. Le premesse del caos c’erano tutte…

In ogni caso quando Bizzarrini lasciò la Ferrari le polemiche non cessarono di certo: Giotto fondò con il resto degli altri ex-ingegneri l’ATS per costruire un prototipo di Formula 1 e vetture Sport GT. Cioè esattamente quello che faceva la Ferrari: una specie di dichiarazione di guerra. Non solo: nel 1962 Bizzarrini si mise era in contatto con il Conte Volpi, padrone della SSS Scuderia Serenissima Repubblica di Venezia, per aggiornare una Ferrari 250 GT SWB secondo le specifiche della GTO. Enzo Ferrari fu sorpreso della richiesta e rifiutò di vendergli una GTO. Bizzarrini non si diede per vinto: su una GTO usata applicò tutte le sue idee e sviluppò con Piero Drogo una vettura dall’aerodinamica innovativa, più bassa anche della GTO originale, con la linea del tetto fortemente estesa sul posteriore. La vettura venne completata nello sbalorditivo record di 14 giorni. Questa vettura venne chiamata BreadVan (porta-pane) e oggi si calcola che almeno altre due 250 GT SWB vennero sviluppate da Bizzarrini, Drogo, Neri e Bonacini secondo le specifiche della GTO e con linea similare.

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