STORIA 12

Bentley Brooklands, si torna a parlare di sport…

Riportando alla luce un nome storico, Brooklands quello di un circuito su cui la casa inglese ha vinto innumerevoli gare, la Bentley nel 1992 sostituisce la Mulsanne S. La carrozzeria differisce solo per alcuni dettagli dagli altri modelli Bentley di quel periodo, a loro volta fotocopie della Rolls Royce Silver Spirit, ma il motore più potente della versione, inizialmente di 6753 cc da 224 CV a 4200 giri/min e 440 Nm di coppia e poi di 6761 cc da 245 CV a 3900 giri/min e 535 Nm di coppia, ben si adatta all’immagine sportiveggiante della macchina che nostante la mole (pesa 2 tonnellate e mezzo) e le dimensioni (super abbondantemente i 5 metri di lunghezza) riesce comunque a garantire una velocità massima superiore ai 200 km/h e un’accelerazione da 0-100 km/h in 10 secondi.

Il carattere sportiveggiante della Brooklands è poi sottolineato da cerchi speciali, stemmi specifici e poco più. Perfino la griglia del radiatore non era a nido d’ape, come sulle versioni da corsa, ma sempre con le classiche piccole colonne verticali come su tutte le altre Bentley.

Gli interni invece conservano lo stesso lusso sfrenato delle Rolls Royce e di tutti gli altri modelli della casa inglese, con pelle Connolly che riveste le gigantesce poltrone, tappetini di morbidissima lana ricavata da agnelli abortiti e particolarissime finiture eseguite a mano da maestri di ebanisteria. Elementi indispensabili per una macchina che agli inizi degli anni Novanta costava come trenta Y10, allora una delle piccole più raffinate in circolazione.

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