STORIA 2

Amphicar

Piccola, bruttina, prodotta in pochi numeri e senza una grande casa automobilistica alle spalle: la Amphicar incredibilmente è riuscita però a ritagliarsi una fetta importante nella storia dell’automobile. E già  perché l’apparenza inganna: a guardarla pochi possono immaginare che l’ Amphicar oltre a viaggiare su strada è in grado di muoversi come un pesce nell’acqua. La piccola spider desta così stupore perché solo un’insolita altezza da terra tradisce l’anima di anfibio della vettura.

Per il resto tutto lascia supporre che la macchina sia solo una spider: la carrozzeria è proporzionata, i fari sporgono dal muso come nelle supercar, mentre sulla coda non mancano vezzose pinne che negli anni Sessanta vanno tanto di moda. Il motore poi è un brillante 4 cilindri 1200 (ovviamente raffreddato ad acqua…) da 43 cavalli che consente una certa agilità nella marcia su strada, grazie soprattutto ai rapporti corti: per una questione di pesi, dimensioni delle gomme (quelle anteriori facevano da timoni una volta nell’acqua) e aerodinamica aveva una velocità massima limitata a 120 orari.

In compenso nell’acqua si poteva spingere fino alla velocità di 12 miglia, ma a patto che il mare fosse completamente piatto. Anzi, a dire il vero l’Amphicar era più adatta alla navigazione nei laghi visto che la mancanza di un vero timone e la linea di galleggiamento pericolosamente alta rendeva temibile qualsiasi tipo di onda. Il vero motivo per cui però la macchina non ebbe successo fu il prezzo: con i 3800 dollari necessari per comprare una Amphicar nel 1960 ci si poteva portare a casa una Corvette equipaggiata di tutto punto…