STORIA

Alfa Romeo Furia

Ci sono delle auto mai nate più famose di molte altre realizzate davvero e magari prodotte in grande serie. Una di queste è di sicuro l’Alfa Romeo Furia, una concept car disegnata nel 2016 dal designer polacco Paul Breshke. Un modello rimasto solo sulla carta ma che ha fatto letteralmente il giro del mondo. Un po’ perché in molti si aspettano ormai da tempo un’erede della 8C, un po’ perché il disegno è davvero ben riuscito, sia pure realizzato con parti riprese chiaramente dalla 33 Stradale, e da altre glorie del passato Alfa.

Furia, fra l’altro, è un nome già usato – impropriamente – per un’Alfa. E  già perché Toni Bianco, un italiano che viveva in Brasile e che aveva il “virus Alfa”, negli anni Settanta aveva già realizzato una Furia, costruita in cinque unità. Avevano motori di tutti i tipi: Chevrilet, Bmw, Ferrari e perfino Lamborghini, ma – come dicevamo – anche Alfa Romeo, un 2000 4 cilindri da 140 Cv che fece sognare gli appassionati. E già perché la componentistica era di prim’ordine con telaio tubolare, sospensioni da corsa a triangoli deformabili, e porte ad ali di gabbiano. La Furia con motore Alfa Romeo è arrivata fino ai giorni nostri e ogni tanto compare anche a qualche raduno, mentre delle altre se ne è persa traccia. D’altra parte le Furia più potenti scesero in pista contro mostri sacri del calibro di Ferrari 512 e Porsche 910 (il miglior risultato un clamoroso quinto posto alla 6 Ore di endurance del Brasile del 1971) ed è ovvio che siano state sfruttate fino alla fine…

Chissà ora se per la saga dell’Alfa Romeo Furia ci sarà un terzo capitolo. I tifosi del marchio sperano di si…

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